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"e;Mi chiamo Gaudi,con l'accento sull'ultima vocale. La parola deriva dal latino 'gaudere'e significa gioire"e;Antoni Gaudi"e;L'obiettivo di Gaudi vivo non e spiegare Gaudi, ma lasciarlo parlare. In questo modo la narrazione conserva una freschezza particolare, che ci restituisce il grande architetto non come una figura del passato, ma come soggetto vivente"e;Marco Bersanelli"e;L'opera artistica e l'architettura di Gaudi hanno come fine quello di aiutare ciascuno di noi a conoscere Gesu, a elevarsi verso Dio. In questo senso, l'architettura dev'essere viva, deve raggiungere il cuore: con la verticalita, la luce, le forme geometrico-naturalistiche continue, con la palpitazione e la vibrazione, con il colore; come le forme della natura, della creazione"e;Jordi FauliFu al funerale che si rivelo la grandezza di Antoni Gaudi: le strade di Barcellona si riempirono di gente, di canti e di silenzio. Nato il 25 giugno 1852 nel Camp de Tarragona, da artigiani del rame, imparo a unire mente e mani. Trovo la sua vocazione nella Sagrada Familia. Viveva tra gli operai, condividendone la poverta e la fede. Per lui l'architettura era carita e lode. Chiamato famigliarmente, ma anche per scherno, l'architetto di Dio , mori il 10 giugno 1926 investito da un tram mentre si recava come tutti i giorni dal suo padre spirituale. Gaudi vivo e una biografia del grande architetto catalano che segna una via nuova: non spiega tutte le sue opere pur presenti , ma cerca di comprendere la mentalita che lo animava e il modo in cui le realizzava. Il punto di partenza sono i gesti quotidiani: come parlava con gli operai, accoglieva i visitatori, correggeva un modello, chiedeva un'elemosina, osservava una pianta, pregava, camminava verso il cantiere. Da questi atti emerge un'intelligenza radicata nella realta, nutrita da fede, lavoro manuale, osservazione e da una vita quasi monastica. Attraverso le testimonianze di chi lo conobbe, Chiara Curti restituisce un Gaudi vicino e vivo: non il genio isolato, ma un uomo che costruiva in relazione con persone, materia e Dio. La sua preoccupazione non era terminare le opere, ma indagare l'uomo e il suo destino. Il volume celebra i cento anni della morte di Gaudi, nel segno della Beatificazione, con una Prefazione dell'astrofisico Marco Bersanelli e la Postfazione di Jordi Fauli, architetto direttore della Sagrada Familia.
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