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Torino, 2024. Marta Sartori ha cinquantaquattro anni e ha perso tutto: il marito, il lavoro, il senso della propria vita. Quando eredita l'appartamento di un nonno che non ha mai conosciuto - un uomo che suo padre aveva cancellato dalla propria esistenza - non immagina che quella soffitta polverosa cambierà per sempre il suo destino.
Centottantasette scatole. Migliaia di lettere mai consegnate, fotografie abbandonate, diari dimenticati. Per quarantasette anni, Anselmo Ferraris ha raccolto i frammenti delle vite altrui nelle stazioni ferroviarie d'Italia, cercando ossessivamente di restituirli ai legittimi destinatari.
Ma perché? Quale segreto si nasconde dietro questa missione impossibile?
La risposta giace in una cartella sigillata con una sola parola scritta sopra: Mai.
Marta scoprirà una storia d'amore nata durante la Seconda Guerra Mondiale, una scelta impossibile tra il dovere e il cuore, e una donna - Lucija - che Anselmo ha cercato per tutta la vita senza mai trovarla. Scoprirà che suo nonno ha salvato centoventisette ebrei dalla deportazione, ma non è mai riuscito a salvare sé stesso dal rimorso.
E mentre ricostruisce il passato, Marta porterà avanti la missione di Anselmo. Restituirà la lettera di un soldato dato per morto a Cefalonia alla vedova che lo ha aspettato per sessant'anni. Donerà il diario di Ruth, ragazza ebrea deportata ad Auschwitz, al memoriale dove la sua voce potrà finalmente essere ascoltata. Riunirà una madre con il figlio che fu costretta ad abbandonare mezzo secolo prima.
Ogni lettera è una ferita. Ogni restituzione, una guarigione.
L'Archivio delle Vite Sospese è un romanzo sulla memoria come atto d'amore, sulla colpa che attraversa le generazioni, e sulla possibilità - sempre presente - di completare le storie che sembravano perdute per sempre.
È un viaggio attraverso l'Italia del Novecento, dalle persecuzioni razziali alla ricostruzione, dai silenzi familiari alle riconciliazioni tardive. È la storia di tre generazioni di donne e uomini che imparano, ciascuno a modo proprio, che le parole non dette pesano più di quelle pronunciate.
E che non è mai troppo tardi per dire "ti amo", "mi dispiace", "ti ho cercato".
Non è mai troppo tardi per completare una storia.
Per chi ama: La ragazza del treno, Elena Ferrante, Il cardellino, L'eleganza del riccio, la narrativa di Antonio Tabucchi e Javier Marías.
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